Preeclampsia: riconosciamo i sintomi

Cancro alla vescica, campanelli d’allarme e diagnosi - Casa di Cura Villa Mafalda di Roma
Cancro alla vescica: campanelli d’allarme e diagnosi
17 novembre 2017
Preeclampsia, riconosciamo i sintomi - Casa di Cura Villa Mafalda di Roma

Preeclampsia, riconosciamo i sintomi - Casa di Cura Villa Mafalda di RomaLa preeclampsia, più comunemente conosciuta come “gestosi”, è una delle patologie potenzialmente più gravi che si possono manifestare durante i mesi di gestazione. Riconoscere i sintomi e diagnosticarla tempestivamente può evitare complicanze serie sia per la mamma che per il bambino.

Dopo la 20a settimana di gravidanza, in particolare nel terzo trimestre, può verificarsi la preeclampsia. Si tratta di una condizione che interessa le pareti dei vasi sanguigni della placenta, attraverso cui il feto riceve ossigeno e sostanze nutritive.

Nella madre la patologia può causare disturbi della coagulazione e danni ad organi come reni e fegato. Può evolvere anche in eclampsia, caratterizzata da convulsioni simili a crisi epilettiche.

Per quanto riguarda il feto, la preeclampsia può provocare una serie di complicanze, quali: parto prematuro; problematiche respiratorie dovute alla maturazione polmonare incompleta; ritardo nella crescita e sviluppo; in casi gravi, morte del feto.

SINTOMI

I campanelli d’allarme che una neo mamma non deve assolutamente sottovalutare sono:

  • Ipertensione arteriosa. Valori pressori elevati, maggiori di 140/90 mmHg
  • Proteinuria. Aumento delle proteine nelle urine, con valori maggiori di 290 mg/l
  • Edema. Anche se questa problematica nel terzo trimestre interessa il 40% delle donne, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico
  • Oliguria, scarsa quantità di urine emesse giornalmente rispetto alla normalità
  • Aumento di peso in tempi troppo rapidi

FATTORI DI RISCHIO PER LA PREECLAMPSIA

Per poter evitare le complicanze correlate alla preeclampsia è importante sapere anche quali sono i fattori di rischio:

  • Ipertensione pregressa (presente già prima dell’inizio della gravidanza)
  • Età. Il rischio d’insorgenza della patologia aumenta proporzionalmente con l’avanzare dell’età. A partire dai 35-40 anni le donne hanno più probabilità di andare incontro a preeclampsia
  • Familiarità. La familiarità per la patologia o l’aver già affrontato questa problematica in una precedente gravidanza rappresentano un altro fattore di rischio
  • Gravidanza gemellare
  • Essersi sottoposte alla procreazione medicalmente assistita
  • Diabete o altre malattie metaboliche
  • Obesità

DIAGNOSI E CONTROLLI

Riconoscere i sintomi e diagnosticare la preeclampsia tempestivamente può evitare complicanze serie sia per la mamma che per il bambino. A tale scopo è fondamentale identificare le donne in gravidanza che possono presentare i fattori di rischio, di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente.

Questo avviene attraverso l’anamnesi sia familiare che della paziente, ed effettuando la cosiddetta “prevenzione ecografica” nel primo trimestre.

In particolare, bisogna monitorare e tenere sotto controllo lo stato di benessere sia del feto che della mamma mediante:

L’unico modo per arrestare la patologia è il parto. Nel periodo successivo ad esso è importante continuare a monitorare e tenere sotto controllo sia la pressione che la diuresi.

Per maggiori informazioni:

Casa di Cura “Villa Mafalda”
Via Monte delle Gioie, 5  –  00199 ROMA
Tel. 06.860941
email: direzione@villamafalda.com
www.villamafalda.com/departments/ginecologia-e-ostetricia

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