Senologia

    Nel caso in cui l’esame mammografico o, successivamente, l’esame citologico rivelino una lesione sospetta, occorre verificare se ci sia o meno indicazione per l’intervento chirurgico per l’asportazione del nodulo, valutando con la Paziente il tipo di intervento più appropriato in funzione delle dimensioni e dell’eventuale diffusione del tumore.

     Al fine di ottenere un più veloce recupero funzionale e psicologico della Paziente, questo tipo di intervento viene effettuato in anestesia locale. Le Pazienti non necessitano quindi di ricovero e possono tornare alla loro vita normale dopo due ore dall’intervento.

    La tecnica chirurgica può essere di tipo conservativo (asportazione del solo tumore con una piccola area di tessuto mammario circostante) o demolitivo (il chirurgo asporta tutta la mammella, c.d. mastectomia). In questo ultimo caso, l’intervento viene sempre seguito da ricostruzione con espansore cutaneo o con protesi sottomuscolari, anche con la c.d. tecnica  “round block” con la sola cicatrice periareolare.

    L’intervento dura dai 20 ai 40 minuti e la paziente, dopo due ore, può essere dimessa e tornare nel suo ambiente familiare.

    Su richiesta della paziente, può essere effettuata una leggera sedazione che comunque consente alla paziente di evitare il ricovero e tornare a casa entro tre ore.

     

    Previa iniezione di un colorante vitale o di un tracciante radioattivo, viene effettuata la asportazione del nodulo sospetto.
    Questo viene immediatamente analizzato (esame estemporaneo).

    Una volta confermata la natura della lesione, vengono eseguite la  quadrantectomia con la ricerca del “linfonodo sentinella” nel cavo ascellare.
    Anche il linfonodo rimosso viene sottoposto ad esame istologico estemporaneo.
    In caso di assenza di infiltrazione neoplastica, l’intervento si conclude con una sutura plastica delle ferite.

     In  caso di presenza di metastasi linfonodale, sempre in anestesia locale, vengono asportati gli altri linfonodi del cavo ascellare.
    In nessuno dei due casi vengono lasciati drenaggi.

    In caso di diagnosi precoce e quando la massa tumorale è sufficientemente piccola e circoscritta, la sola operazione potrebbe essere sufficiente da sola a guarire il cancro.

    In altri casi occorre rivolgersi ad un oncologo che valuterà il singolo caso e, in particolare, la presenza di cellule tumorali diffuse intorno al tumore o in altre parti del corpo. In questo caso, sarà necessario sottoporre la paziente ad ulteriori terapie quali chemioterapia e/o radioterapia.

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