Microscopia Endoteliale

L’Endotelio è lo strato più profondo della cornea ed è costituito da cellule a forma esagonale adiacenti l’una all’altra, la cui struttura ricorda un po’ quella del nido d’ape.

La loro forma esagonale, la distribuzione uniforme ed i margini netti e contigui sono condizioni fondamentali per lo stato di salute della cornea.
Nel corso della vita il numero delle cellule epiteliali cambia moltissimo. Il primo calo di numero inizia nel periodo che va dall’infanzia all’adolescenza; tra i 20 e i 50 anni il numero resta indicativamente stabile, per poi ridursi fisiologicamente dopo i 60 anni. Tuttavia, quelle che perdiamo non verranno sostituite per rinnovamento cellulare, in quanto non si riproducono.
Ciò comporta seri problemi nel caso di lesioni o danni endoteliali (invecchiamento dell’endotelio corneale, associato a traumi e/o traumi post chirurgici). Se la lesione è lieve, le cellule circostanti tendono a coprire il danno “allargandosi”. Per una serie di fenomeni, dovuti alla distribuzione cellulare, si ha come risultato una minor densità cellulare.

L’Endotelio Corneale svolge una funzione di pompa e di barriera tra le diverse strutture. Quando il risultato di queste attività viene alterato, si può arrivare ad un’alterazione della trasparenza della cornea, che può indurre un edema corneale. Le caratteristiche fisiologiche ed istologiche che lo caratterizzano lo rendono particolarmente sensibile ad attacchi, dovuti ad infezioni, traumi o interventi.
Da qui nasce la necessità di monitorare lo stato di salute dell’endotelio corneale.

Vi sono diverse modalità di esame.
Oltre a quello in lampada a fessura, ormai un po’ superato ed eseguito grazie all’utilizzo di una particolare lente, l’esame dell’Endotelio Corneale può essere effettuato con strumenti “a contatto” o “non a contatto”.

L’esame non richiede alcuna preparazione da parte del paziente, in quanto  viene eseguito ambulatorialmente e in modo rapido.

Il metodo “a contatto” prevede l’instillazione di una goccia di anestetico. Il contatto di una piccola sonda sulla superficie oculare rileva il dato necessario all’esame.
Il metodo “non a contatto” prevede che il paziente fissi una mira luminosa, in modo da mantenere l’occhio fermo e spalancato, mentre l’operatore acquisisce l’immagine.

Entrambe le metodologie di indagine consentono un’analisi morfologica, densiometrica o morfometrica del tessuto.

Il parametro più utilizzato è quello densiometrico, il quale valuta la densità delle cellule presenti in un’area campione. Durante l’analisi del tessuto endoteliale la forma delle cellule rappresenta un altro aspetto fondamentale da valutare. Il pleomorfismo, infatti, è un’alterazione di forma delle cellule, le quali, non mantenendo la caratteristica forma esagonale, rendono debole il tessuto endoteliale.

È necessario sottoporsi alla Microscopia Endoteliale in caso di:

  • Traumi oculari
  • Indicazione di intervento di cataratta
  • Patologie corneali: cornea guttata (o distrofia corneale endoteliale di Fuchs), pre o post intervento di trapianto corneale, ecc…
  • Glaucoma (per verificare che l’ipertono non abbia indotto danni endoteliali)
  • Pre e post intervento di chirurgia refrattiva

Oltre ai danni acquisiti da patologie, traumi e interventi, l’Endotelio può presentare danni congeniti e spesso trasmessi geneticamente come nel caso della cornea guttata; pertanto un esame dell’endotelio nel corso della vita potrebbe rilevare informazioni importanti per il mantenimento della trasparenza corneale.

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